Back to Santiago: day 19

A pensarci bene, è sorprendente quanto siamo inclini a giudicare ogni giorno le persone che incontriamo. Abbiamo una facilità estrema a puntare il dito e ci costa saper tendere una mano. È come se l’altro fosse sempre una minaccia, qualcuno contro cui dobbiamo misurarci, qualcuno da sminuire per affermarci.

Sentenziare ci fa sentire più forti, noi che abbiamo sempre le verità in tasca su tutto e su tutti!
La radice ultima del giudizio è la paura, e sentenziando sopra una persona è come se la definissimo dentro una categoria che ne rende meno incomprensibile il mistero di cui è portatrice. La disgregazione sociale dentro la quale ci muoviamo non aiuta, noi che siamo sempre invitati a guardarci attorno, a sospettare, a giudicare, a condannare.

Devo ammettere che ho avuto un’immensa fortuna. La Vita mi ha tirato fuori dal mio piccolo mondo, mi ha portato a spasso tra le culture, e questo lungo, ricco viaggio, mi ha riportato al passo della Vita. Sono stato a tavola con ladri e puttane, ho vissuto con tossicodipendenti e malati di AIDS, ho ascoltato i racconti e raccolto i segreti di chi ha scoperto un orientamento sessuale che ha sentito più suo, chi ha tradito un amore, chi ha fatto enormi fatiche a vivere e ha rischiato di scegliere la morte.

Il viaggio più bello ed appassionante della mia vita, è stato quello tra i meandri dell’umanità, e tutto ciò che ho trovato, ascoltato, visto, l’ho trovato anche dentro di me. Succede allora che il bisogno di giudicare vada a farsi benedire e che la sola cosa che resta è una profonda, sincera tenerezza per l’umano che c’è in ognuno di noi.

Cammino di Santiago, giorno 19, km percorsi quasi 500. Il cammino è una splendida palestra dove imparare a scrollarsi di dosso questo subdolo vizio a evidenziare la pagliuzza che è nell’occhio di coloro che incontriamo senza vedere l’ingombrante trave che è nel nostro. Ogni persona è infinitamente più dei comportamenti messi in atto e degli atteggiamenti che assume. A parlare sono spesso solo le ferite!
Il cammino insegna qualcosa per me di vitale: la comprensione. Comprendere, prendere con sé, portare dentro di sé, qualcuno che ha una fondamentale comunanza con me: la sua umanità!

Ho incontrato un ragazzo che sta fotografando i volti dei pellegrini che incontra. Nel volto delle persone, nei loro occhi c’è tutto, c’è quanto basta per disarmare ogni forma di giudizio, tendere una mano e adottare uno spirito di comprensione.
Camminare verso Santiago è molto più di un percorso spirituale. È un’intensa e travolgente esperienza umana!

“Prima di giudicare una qualsiasi persona, cammina nei suoi mocassini per tre lune” (proverbio indiano)

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Buon cammino!?