IL VUOTO “NECESSARIO”

Cosa sarebbe la mia vita oggi se il 1 gennaio di quest’anno non avessi fatto la scelta coraggiosa di lasciare il lavoro?”. Ci sono giorni come questi, nei quali mi viene spontaneo pensarci. Molto probabilmente la mia vita sarebbe continuata sul suo binario disseminato di certezze, scandita dal ritmo monotono degli impegni e degli orari quotidiani. Presumibilmente sarei ancora in quella clinica che ho lasciato, a correre tra mille cose da fare e a respirare quotidianamente la sofferenza delle persone. A ogni turno avrei indossato tra sospiri la mia divisa di infermiere, avrei messo i piedi in reparto con un peso sul cuore, mentre desideravo di potermi mettere uno zaino in spalla e vivere il sogno di una vita diversa.
Non si può vivere una vita che si subisce! Io desideravo solo poter vivere LA MIA STRADA!

Ho scelto di lasciare: un lavoro sicuro e le conseguenti sicurezze economiche che mi garantiva, una casa nella quale avevo racchiuso il mio mondo, un’auto di proprietà che mi dava il potere di scegliere dove e come andare, un luogo fisso che mi teneva lontano dalle opportunità della Vita. Ho scelto di abbandonare le mie paure, di disarmarmi delle mie difese, di mollare il superfluo, di rimettermi in cammino con un bagaglio leggero.
Ma alla fine ciò che conta, non è cosa lasciamo, ma ciò che questo movimento profondo che proviene dalla parte più viva che c’è dentro di noi, ci consente di trovare! Sì, d’accordo, non ho più un lavoro che mi identifica nella società (almeno per il momento, ma ci stiamo lavorando), un 27 del mese che rimpingua il mio conto in banca, una cornice di cose che mi fanno sentire “uno come tutti”, ma mai come oggi mi sento VIVO e FELICE!

Ho poche certezze nella vita, ma credo che finché non facciamo spazio nella nostra vita troppo facilmente occupata da fardelli ingombranti, troppo carica di impegni e di cose da fare, così inevitabilmente obbligata a rincorrere un equilibrio nel caotico disordine della società nella quale viviamo, difficilmente può nascere qualcosa di nuovo. Cambiare fa immensamente paura, è vero, eppure è più semplice di quanto si credi: basta fare un passo deciso a lato della nostra vita e guardarla con occhi nuovi! Diventare spettatori di se stessi, vedere il film del nostro quotidiano prevedibile e puntellato di sicurezze, e rifarsi la fatidica domanda: “è proprio questa la vita che avevo sempre sognato?”.

Se non avessi trovato da qualche parte dentro di me la voglia di cambiare, quante cose mi sarei perso! Troppe e troppo belle! Il motore del nostro cambiamento è quasi sempre la nostra insoddisfazione e la nostra scontentezza. Ma in un mondo in cui tutti abbiamo l’obbligo di apparire felici, chi ci aiuta a guardare in faccia la nostra infelicità? È solo ascoltandoci che troviamo il coraggio di girare le pagine che meritano di essere girate. Ma chi ci insegna ad ascoltarci? Il grande dilemma è sempre tra la tentazione di insabbiare ogni cosa o scegliere di costruirsi una vita che corrisponda il più possibile ai nostri sogni e ai nostri desideri.

Se non avessi lasciato la mia vita fortificata e sicura, non avrei trovato tutto quel “ben di dio” incontrato strada facendo in questi mesi speciali! I chilometri vissuti in solitudine o con amici vecchi e nuovi, hanno messo una distanza irreversibile con la mia vita precedente. Passo dopo passo ho sentito nascere dentro e attorno a me, germogli di vita nuova colorati di promesse e di speranze! Se non avessi fatto spazio nella mia vita, tutto ciò non avrebbe potuto accadere!

 

 

Ricordate il “gioco del 15”? Era un semplice gioco che avevamo noi bambini degli anni ’70, che consisteva a riordinare quindicine pedine numerate mettendole in ordine crescente. Com’era bella la semplicità di questi giochi! Ma c’era un trucco: il gioco era possibile perché c’era uno spazio vuoto. Mancava infatti una casella, e questo spazio vuoto consentiva di spostare e riordinare ogni numero, fino alla soluzione del gioco. Forse è così anche nella vita: se non lasciamo uno spazio “vuoto” necessario, le nostre aspirazioni più sincere, i nostri sogni, i desideri più veri, le nostre passioni più sentite, non riusciranno mai a farsi largo tra la montagna di cose che si sono accumulate sopra e che seppelliscono il “tesoro” delle nostre storie.

Che cosa sarebbe la mia vita oggi se non avessi deciso di provare a cambiarla? Difficile dirlo, ma con molte probabilità sarebbe sostanzialmente uguale a come l’ho lasciata qualche mese fa. Non potevo prevedere tutto ciò che ho avuto l’immensa fortuna di vivere in questi mesi “in cammino”. Ho ricevuto un’incredibile abbondanza di cose inestimabili, e il mio percorso ha preso una forma che mi sta portando verso la realizzazione delle mie passioni. Bisognava solo avere la pazienza di lasciare che il seme crescesse e portasse il suo frutto!
Ma soprattutto, il mio cuore si è affollato ancora più di volti e di storie, e lo sappiamo, cosa conta di più nella vita se non le relazioni che viviamo?!

È proprio vero ciò che diceva Joseph Campbell: “dobbiamo essere disposti a liberarci della vita che abbiamo pianificato per poter vivere la vita che ci aspetta”.
Ne vale la gioia!

 

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Buon cammino!?